There: l’ascolto del libro in Audible e l’intervista all’autore, Leonardo Patrignani

Ho ascoltato con Audible il libro “There” di Leonardo Patrignani. Affascinante e misteriosa tematica.

Intervista all’autore

Cosa fai se hai cinque giorni tutti per te e la tua famiglia non può muoversi? Rinunci?
Ecco cosa ho fatto io: ho mollato marito e figli, decidendo che sarebbero sopravvissuti senza di me e sono partita. Due giorni, Busto Arsizio- Marina di Ravenna, Audible a tutto volume e via verso il mare.

E a proposito di sopravvivenza, ecco che appare “There”, tra i titoli della mia libreria digitale. Una storia che si preannuncia di fantascienza, incentrata sulla tematica della premorte. A scriverla, Leonardo Patrignani, uno scrittore con la S maiuscola, di quelli che ti tengono incollati alla pagina fino alla fine.

Ne ho la certezza perché mai avrei letto un libro come “There” se mi fossi basata solo sulla quarta di copertina: una tematica che mi affascina, ma nello stesso tempo, mi spaventa, come credo a molti.

Immaginatevi la scena: io che guido da sola in autostrada per quattro ore, la pioggerella fitta e il buio di queste sere di novembre, e anzichè sparare a palla la radio, ascolto di Veronica che sogna di incendi, vive in un tetro monolocale alla periferia di Milano e lavora per un’agenzia di scommesse perché improvvisamente il destino ha voluto così: ha stravolto drasticamente la sua esistenza dopo una tragedia.

Ebbene, l’ascolto di “There” è valso il viaggio.

There copertina
Cover di “There” di Leonardo Patrignani, esclusiva Audible, letto da Martina Tamburello

La voce narrante di Martina Tamburello mi ha trascinato davvero là, ovunque fosse Veronica: appena chiudeva le palpebre, nella clinica con Samuele, alla Feltrinelli, nelle vie buie e sconosciute di Francoforte.

Il romanzo ha un fascino romantico: ti spinge a porti domande sul senso dell’esistere e se ci sia veramente un there, se siamo tutti capaci di provare ad andare oltre i confini della vita terrena e comunicare con le coscienze altrui.

Domande, ce ne sarebbero mille ancora, che ho posto direttamente all’autore, Leonardo Patrignani.

Esiste davvero un There? Come mai hai scritto questa storia? Cosa volevi raccontare?

Ho scritto questo romanzo per rispondere a una domanda universale, che però non può avere una risposta certa, verificabile. Siamo nel campo delle affascinanti tematiche di confine. Mi piace credere che la nostra coscienza possa riservarci sorprese, e che il cammino umano, terrestre, sia solo una parte di un tutto. Allo stesso tempo sono scettico, nel senso etimologico del termine. Mi piace indagare, mettere in discussione, quindi anche l’approccio a un tema delicato come questo (che molti bollano come pseudoscienza, o paranormale) è stato il più rigoroso possibile.

Che tipo di ricerche hai svolto?

Sono partito da un saggio secondo me fondamentale sull’argomento, intitolato proprio Esperienze di Premorte. L’ha scritto Enrico Facco, docente di Anestesia e Rianimazione a Padova. È un testo utilissimo per chi vuole conoscere nel dettaglio la fenomenologia e approfondire anche temi correlati come quello, che ho sfuttato nel romanzo, relativo alle droghe psicotrope. Tra le mie letture non sono mancati poi libri che hanno fatto la storia, come “La vita oltre la vita” di Raymond Moody, ricco di testimonianze preziose. Ho scovato anche un paio di film sul tema, oltre a un interessantissimo documentario sulla DMT. E poi, naturalmente, tutta una serie di pubblicazioni scientifiche, articoli, interviste.

Ci sono persone più predisposte di altre, capaci di andare oltre i confini dell’umano? Non parliamo di fantascienza, ma di meditazione, magari trascendentale, vite passate o appunto esperienze “out of me”…Come dire, se una persona è felice e non ha mai avuto traumi, potrebbe non avere la capacità di “connettersi”?

Ottimo spunto. Non so dire se la predisposizione a questo genere di connessione derivi da una vita segnata da profondi traumi o meno. È vero che la ferita spinge alla ricerca. Perdere un genitore, nel mio caso per esempio, ha scatenato numerosi interrogativi, slanci verso mondi lontani, impalpabili. Territori in cui dobbiamo spedire una parte della nostra coscienza che si trova poco a suo agio nella fredda materia di tutti i giorni. Ma anche la grande curiosità può essere un fattore.

Huxley, autore di quel capolavoro de Il Mondo Nuovo, conduceva esperimenti con l’aiuto di un medico per cercare di accedere, mediante l’assunzione di sostanze, a dimensioni sovrasensibili, stati alterati di coscienza. Era un vero esploratore, alla ricerca di significati nuovi.

Se si riesce a non trasformare la ricerca in un percorso di autosuggestione, credo che il viaggio possa essere molto interessante.

La stessa esperienza di premorte, pur essendo legata a un evento traumatico in cui abbiamo rischiato di perdere la vita, è portatrice nella maggior parte dei casi di significati luminosi. È un piccolo grande viaggio iniziatico.

Leonardo Patrignani (ph. Ugo Galassi)

Leonardo Patrignani ha vinto il premio Bancarellino 2020 con Darkness (DeA Planeta) ed è autore, tra gli altri, della fortunata saga Multiversum (Mondatori/DeA) tradotta in più di venti paesi.

E’ un cantante e un doppiatore, è un docente di scrittura, lavora per un’agenzia letteraria importante… ed è there, là, dove stanno gli autori bravi, quelli che ti accompagnano all’ultima riga di un libro che non avresti letto mai e che ti è, sorprendentemente, piaciuto.

E parecchio.

 

 

 

 

Leonardo Patrignani, che ringrazio per la disponibilità e la foto, terrà il corso “Scrivere per ragazzi” sabato 6 e domenica 7 novembre. Per info e costi comescrivereunagrandestoria@gmail.com

Per continuare a seguire Libri e Palcoscenico, clicca qui

Print Friendly, PDF & Email
Share on facebook
Condividi
Share on twitter
Condividi
Share on whatsapp
Condividi

SARAH PELLIZZARI RABOLINI

Ho sempre scritto per quotidiani e webzine raccontando di libri, teatro e cinema: continuo a farlo qui, a modo mio, “Con i miei occhi”.